Nicola Fabbri: “Gioco di squadra porta risultati”

Nicola Fabbri: “Stagione positiva, i sacrifici portano risultati. Bella idea l’album delle figurine. Allenamenti? Aspettiamo disposizioni più chiare”.

Campi Bisenzio 27 maggio 2020“Con il sacrificio si possono ottenere risultati. I ragazzi lo hanno capito e lo hanno visto sul campo” racconta Nicola Fabbri, accompagnatore di U16 e Prima Squadra.

Un momento senza basket con le oggettive difficoltà di allenarsi. “In questo periodo è stato difficile organizzarsi. I ragazzi si muovono grazie agli stimoli. Bisogna considerare anche che i ragazzi sono molto impegnati con lo studio e che le videolezioni tolgono molto tempo” spiega Nicola. “I ragazzi si sono tenuti in forma con degli esercizi individuali. Aspettiamo le linee guida più dettagliate”.

Tornando sugli allenamenti bisognerà lavorare innanzitutto sulla forma fisica. “Dopo questo dovremo insistere sui fondamentali e per farlo penso che useremo la Gabbia. Non tutti hanno a disposizione un canestro in casa e individualmente i ragazzi fanno un po’ di tiri nelle piazze di Campi dove ci sono canestri. Il vero problema sarà il contatto fisico che nel basket più di altri sport è fondamentale. Penso soprattutto in difesa”.

“Un giudizio sulla stagione? Sicuramente positivo. Dalla Prima Squadra mi aspettavo un campionato dignitoso e invece siamo arrivati in zona play-off. Discorso diverso per l’U16. Hanno conosciuto l’allenatore quest’anno e si sono dovuti ambientare ma sono comunque arrivati alla seconda fase del campionato toscano. Pensavo che ci saremmo potuti togliere altre soddisfazioni ma anche questo fa parte di un percorso di crescita”.

“L’album delle figurine? L’idea mi piace molto: è stato giusto partire dai più giovani perché così possiamo coinvolgerli meglio. Adesso aspettiamo anche noi per poterle raccogliere e collezionare”.

Uno dei valori su cui Santo Stefano insiste molto è il lavoro corale. “Si può essere forti solo dentro una squadra. Con gli individualismi si va poco lontano e i ragazzi lo hanno capito, soprattutto grazie all’ottimo lavoro di Giovanni che ha fin da subito fatto passare questo concetto”.

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